Ritorno al passato: il vinile batte il CD

di Alberto Zanni

I nostalgici in queste ore festeggiano il ritorno in auge del vinile, che dopo 30 anni supera nelle vendite i CD. Questo trend, già riscontrato da alcuni anni negli Stati Uniti, è stato confermato ufficialmente anche in Italia.

Bisogna ammettere che, ormai da quasi dieci anni, la vendite di musica su supporti fisici in genere ha subito una forte battuta di arresto, per non dire un vero e proprio crollo.

Per lo più la colpa è da attribuire ad Internet e al fatto che l’industria discografica non ha saputo intercettare per tempo il cambiamento.

Dati alla mano, nel primo trimestre 2021 il vinile è cresciuto del 121% rispetto allo stesso periodo del 2020 generando maggiori ricavi rispetto al CD, che ha segnato invece un calo del 6%.

Va però precisato che il mercato è sempre dominato dallo streaming, che raggiunge circa l’80% del fatturato italiano, mentre il vinile rappresenta oggi solo l’11% di tutte le vendite di musica in Italia. Una nicchia per appassionati, dj, collezionisti e curiosi.

 

 

Se si pensa che il vinile sia però appannaggio esclusivo della generazione che con questo è nata, ci si sbaglia. Il vinile più venduto questa settimana è, infatti, l’album dei Pink FloydThe Dark Side of the Moon” del 1973 ma al secondo posto troviamo Sfera Ebbasta con il suo “Famoso”.

Secondo Fimi, sulla riscoperta del vinile da parte dei giovani potrebbe aver inciso il bonus 18App, che con i 500 euro da spendere in cultura ha permesso ai ragazzi di acquistare album in serie limitate in vinile dei loro beniamini.

Per i romantici di una certa data, però, l’ascolto analogico è tutto diverso. Vuoi mettere la musica liquida con il suono caldo di un disco, l’ipnosi che si crea vedendolo girare e cercando di leggere il titolo? Il fruscio prodotto dalla puntina su un solco impolverato o graffiato?

Le  copertine le ricordate? Spesso erano dei veri e propri capolavori di grafica o fotografia. Altrettanto spesso venivano sporcate d’inchiostro per lasciare un segno indelebile di emozioni e sentimenti vissuti: auguri, dediche, parti di dei testi delle canzoni. Segni di un’epoca che, anche a distanza di anni sembra (e forse è) sempre attuale.

Termino il mio omaggio al vinile con un mio personalissimo ricordo legato ad una canzone di Milva, scomparsa proprio oggi. Da piccolo ho involontariamente consumato il 45 giri de “La Filanda”: era l’unico modo che mia mamma aveva trovato per farmi mangiare. Era sufficiente che lo inserisse nel mangiadischi e come per magia, senza fare capricci, finivo tutto.

Ora, purtroppo, fatico a trovare altrettanta poesia nella musica liquida di oggi, ma mi rincuora il fatto che anche i giovani stiano riscoprendo questo formato così caro alla generazione che li ha preceduti: forse, al di là della musica in sé, abbiamo trovato un punto d’incontro.

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