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RAMADAN: Quello che c’è da sapere

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Da quasi due settimane è iniziato il mese più importante e sentito per la comunità musulmana. Ma cos’è esattamente il Ramadan?

 

Con il termine si intende il nono mese dell’anno del calendario lunare musulmano, composto da 29 o 30 giorni e determinato dal primo avvistamento della luna crescente. Circa 1,6 miliardi di persone in tutto il mondo celebra la ricorrenza, che sottopone i fedeli a delle restrittive per tutta la durata del mese. Come sappiamo tutti, una delle caratteristiche è il digiuno alimentare, acqua compresa: esso infatti è uno dei cinque doveri, o pilastri della fede islamica. Non è l’unica: essendo il mese dell’astensione (è vietato inoltre fumare) e della purificazione, chi segue il Ramadan dovrà essere soggetto ad un digiuno sessuale, intensificare l’attività di preghiera (con la lettura intera del Corano) ritirandosi spiritualmente in Moschea e praticando la meditazione. Perciò per tutta la durata dell’arco diurno (dall’alba al tramonto) non si mangia o beve nulla, non si hanno rapporti sessuali e ci si immerge nella spiritualità dell’anima. Una volta calato il sole,  si è soliti invitare i propri vicini a consumare il pasto serale, godendosi un momento di unione e condivisione.

 

CHI PRATICA IL RAMADAN?

Come già accennato, quasi 1/6 della popolazione mondiale segue il digiuno. Entrando più nello specifico, sono esenti i minorenni, gli anziani, i malati, le donne nel periodo di allattamento e gravidanza. Tutti gli altri fedeli sono obbligati e seguire il digiuno.

L’UNIONE NELLA DISTANZA

La distanza, si sa, crea problemi. L’elevato numero di musulmani presenti in tutte le parti del mondo ha naturalmente delle ripercussioni su orari e date. Il nono mese può perciò iniziare in date diverse dell’anno con differenze di paese in paese a seconda dell’osservazione a vista della luna crescente indicante il momento in cui inizia. Oltre alle date, sorge il problema delle ore: in Islanda il digiuno dura poco meno di 22 ore mentre in Australia poco più di 11 ore. E in Alaska che, in questo periodo, il sole non tramonta mai? Fortunatamente la questione è stata risolta da alcuni saggi con il consiglio di seguire il calendario di un altro Paese.

 

LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI

Nonostante i principi siano comuni a tutti i praticanti della ricorrenza, si riscontrano delle differenze nella tradizione a livello gastronomico. I cibi che si possono mangiare  dopo il tramonto variano: in Siria si mangiano dolci con ripieno di cocco, nocciole tritate e zucchero, i “katai”; in Tunisia, Marocco e Algeria la cena è a base di cous-cous preparato solo con carne di agnello.

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