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QUANDO IL SENSO DEL DOVERE SUPERA IL BUON SENSO

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Una sera come tante sulla linea S6 Pioltello Novara.

Ore 22.20 circa, mancano pochi minuti alla fermata di Magenta, treno con poche persone, il controllore, un giovanotto “faccia da schiaffi” che già in altre occasioni avevo notato per i suoi modi strafottenti, durante un controllo ha contestato ad un passeggero di avere un biglietto fatto un minuto prima dell’arrivo del treno e di non averlo timbrato.

Il distinto signore sulla quarantina, si giustifica spiegando di non averci pensato e di averlo fatto di tutta fretta con la paura di perdere il treno, mostrando l’ora di emissione.

Il giovane controllore gli ha intimato di pagare prima la somma di 48 euro e poi, visto che il tono del viaggiatore si è un po’ acceso,  gli ha fatto ripagare il biglietto con la maggiorazione.

Mi sono chiesta dove è finito il buon senso? Bastava segnare il biglietto da renderlo inutilizzabile. Sono rimasta molto colpita dall’ arroganza e aria di sfida di questo soggetto che, a sua volta, si è sentito apostrofare “testa di ca**o”. Chissà se il viaggiatore beffato dal controllore trenord avrà chiesto il rimborso del biglietto!

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