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NÔTRE DAME, SPOGLIATA MA ANCORA IN PIEDI

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Notre drame, il nostro dramma. Questo gioco di parole ideato dal quotidiano francese Liberation esprime a pieno lo shock dei fatti avvenuti la sera di lunedi 15 aprile 2019. L’incendio è scoppiato attorno alle 19 e nelle ore successive ha avvolto la parte superiore della chiesa, facendo crollare la guglia ottocentesca, due terzi della parte del tetto e la sua struttura in legno. In queste ore si sta perciò facendo il conto dei danni e, nonostante tutto, la struttura in pietra e alcune delle opere più preziose della cattedrale si sono salvate, come i due rosoni duecenteschi e i capolavori artistici all’interno di essa.

 

Un disastro di natura probabilmente colposa e che perciò si sarebbe potuto evitare. Le dinamiche esatte dell’incidente non sono ancora chiare, ma a seguito degli interrogatori del procuratore Parigino Rémy Heitz sono venute alla luce due allerte incendio rispettivamente alle 18.20 e alle 18.43 durante i lavori di restauro in corso attorno alla guglia della cattedrale gotica.

 

«L’incendio di Notre-Dame ha colpito profondamente al cuore i francesi e il mondo intero. Nel corso della nostra storia, abbiamo costruito città, porti e chiese. Molti sono bruciati, sono stati distrutti. Noi li abbiamo sempre ricostruiti». Cosí ha voluto commentare il presidente francese Emmanuel Macron durante il suo discorso alla nazione il giorno seguente all’avvenirsi dei fatti.

«Il disastro ci ricorda che la nostra storia non finisce mai. Noi siamo un popolo di combattenti, di costruttori e ricostruiremo la cattedrale di Notre-Dame entro cinque anni, ancora più bella».

 

 

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