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MONDO MARCIO E’ DIVENTATO UOMO!

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Venerdi 8 marzo è uscito “Uomo!”, l’ottavo disco di Mondo Marcio.

Gian Marco (il suo nome) non è cambiato, è diventato uomo. Gli anni ora sono 32, qualche capello si è già ingrigito ma la pasta non cambia, è sempre riconoscibile. E per chi lo conosce da “Dentro una scatola” Mondo Marcio continua ad essere uno dei punti di riferimento dell’hip hop vero, crudo, che arriva dalla strada.

Dieci tracce in cui c’è consapevolezza della propria storia, della strada percorsa che ha lasciato i suoi segni e insegnamenti, fatti poi diventare tesoro per raccontare ora l’uomo che è diventato.

 

Vado ad intervistarlo alla Key Gallery in via Borsieri a Milano. Decido di arrivare prima e mi accorgo che non sono l’unico ad aver avuto questa idea. I ragazzi riempiono il marciapiede di fronte alle due vetrine.

È un firma copie un po’ diverso: la Key Gallery è stata allestita appositamente per l’evento: ci sono stampe, foto e un angolo shop dove poter acquistare il cd, il vinile, magliette e gadgets.

Decido di chiamare Luca, che si occupa di questo tour e che ringrazio, entro e mi metto in un angolo ad osservare con quanta tranquillità e umiltà MondoMarcio incontra i suoi fan, firma i cd e le magliette e non si nega a nessuna foto. Alcuni gli portano riviste del 2006, lui è visibilmente sorpreso e contento. Una ragazza gli ha fatto un ritratto, lui ne approfitta e fa una Instagram story.

I suoi fan vanno dai giovanissimi fino alle mamme che accompagnano i propri figli, che non fanno la foto ma ne approfittano per stringergli la mano e fargli i complimenti.

 

Mondo Marcio ha avuto uno studio (la Mondo Records) nel quartiere dove io uscivo con gli amici e spesso l’ho incrociato per quella piazzetta “quadrata” accanto al suo studio. Poi mi viene in mente che gli ho anche fatto qualche scherzo al citofono. “Confesso o non Confesso?” questo è il mio pensiero.

Finisce il momento dei fan, prendo l’agenda e inizio con le domande

 

Ci sono molte influenze nel disco, anche gli Ace of Base?

Si, io sono cresciuto negli anni ’90. Quelle sonorità mi sono rimaste, mi hanno influenzato

Nel disco ci sono anche delle letture.

Si è una sorta di diario di bordo, l’intento è di portare chi ascolta il disco in un viaggio all’interno della mia storia.

Parlare è diverso dal rappare?

Si è stato come narrare la mia vita. È un’altraprospettiva, bella, molto interessante.

Hai detto più volte di essere stato uno dei primissimi a portare il rap e l’hip-hop nei canali mainstream.

Non è per farne un vanto ma per ordine cronologico “Solo un’uomo” ha fatto da apripista per il filone della nuova scuola che è partita nel 2006. Sono contento di aver fatto tanto per la scena musicale italiana perché la ritengo una vittoria per tutti quanti nell’hip hop non solo per me. Tutti hanno fatto del bene.

La scena di oggi invece?

Mi piace. Sono un fan della nuovissima scuola, sono un fan della trap e dei trapper che supporto tantissimo. Sono contento perché rispetto a quando sono uscito io adesso sono cambiati i modi per far sentire la propria musica. Quando ho iniziato spesso mancavano anche gli spazi dove poter suonare. Ora la scena è molto migliore di allora.

Nel disco c’è un’altra collaborazione con Mina. La domanda vera è: hai provato a farla rappare?

No no, Mina non lo fa. Però è cosi brava che se volesse farlo spaccherebbe!

Rispetto ai primi tempi, dove uscivi con molta più frequenza, ora sono passati tre anni dall’ultimo tuo lavoro. Come maiquesto periodo più lungo?

Perché volevo vivere, fare esperienze, avere qualcosa da raccontare. Sono uscito quasi una volta all’anno, però se torni così presto è difficile che ci sia qualcosa di nuovo, invece volevo raccontare un Mondo Marcio diverso.

Nella copertina di” Uomo!” ci sei tu a 12 anni, ora ne hai venti in più. Cosa diresti adesso a quel ragazzino?

Gli direi continua a spingere, non ti fermare perché c’è da fare.

Era quel “Segui la stella” di tanto tempo fa?

Si assolutamente!

Da “dentro la scatola” a “Uomo!” è passato del tempo e sono cambiate molte cose. Mondo Marcio però èsempre riconoscibile. Cosa è cambiato da allora e cosa è rimasto uguale?

Sicuramente è cambiata la consapevolezza, non c’era una coscienza del mondo nel quale mi muovevo, di quali canzoni avrei voluto far uscire. Adesso sono molto più consapevole, perché ho sbagliato così tanto che ho imparato a “nuotare in mezzo agli squali”. Quello che non è cambiato è la curiosità, la voglia di sperimentare, di viaggiare, di raccontare esperienze vere. Quello è qualcosa che fa stare bene me e, ho visto negli anni, che fa stare bene anche chi mi ascolta, quindi è un’ottima cosa.

Ora ti aspetta un tour, prima in Europa poi in Italia. Il tuo pubblico è cambiato o rivedi le stesse facce?

Del mio pubblico c’è lo “zoccolo duro”, gli “irriducibili” di Mondo Marcio che sono cresciuti con me, anche fisicamente. Oggi mi hanno portato foto e riviste del 2006, in tutti questi anni abbiamo fatto un viaggio insieme e questo per me è una figata.

 

Finite le domande decido di confessare il “reato” sperando nella prescrizione e nella sua bontà. Lui ride, adesso può associare una faccia a quelli che lo disturbavano a quei tempi, ma mi perdona (meno male perché è grande e grosso)

 

Mondo Marcio è cresciuto, ma non è cambiato, è diventato “Uomo!”

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