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GLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SULL’AGRICOLTURA

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La situazione di crisi riguardante l’ambiente non accenna a placarsi e peggiora di giorno in giorno. Fattori come il riscaldamento globale, hanno un impatto devastante sulle coltivazioni, alcune completamente bruciate, e in paesi non autosufficienti dal punto di vista agricolo/alimentare le conseguenze sono più marcate. Vari studi hanno affermato perciò che, se i cambiamenti climatici proseguiranno con l’intensità attuale, si assisterà ad una significativa diminuzione dei raccolti in futuro.

PLOS ONE ha recentemente pubblicato uno studio che afferma e ribadisce le conseguenze negative del cambiamento climatico sulla produzione delle risorse vitali derivate dall’agricoltura. In sintesi:

  • La riduzione media complessiva delle principali colture è dell’1%;
  • L’impatto dei cambiamenti climatici ha effetti negativi principalmente in Europa, Africa meridionale e Australia; leggermente positivi per l’America meridionale e ancora incerti per Asia e America centrale e settentrionale;
  • La metà di tutti i paesi non autosufficienti nella produzione alimentare agricola accusano una riduzione della produzione, e questo vale anche per alcuni Paesi industrializzati dell’Europa Occidentale.

Ma quanto è importante risolvere o, per lo meno, cercare di ridurre il problema?

È fondamentale capire l’effetto domino di tutto ciò. Cambiamento climatico e riscaldamento globale danneggiano i raccolti, che a loro volta si riversano negativamente sull’alimentazione e di conseguenza sulla nostra salute. Basta pensare che colture come orzo, mais, manioca, palma da olio, colza, riso, sorgo, soia, grano e canna da zucchero forniscono l’83% delle calorie assunte attraverso l’alimentazione.

A riguardo, si è espressa Snigdhansu Chatterjee, dell’Istituto di statistica dell’università del Minnesota: «Il lavoro ci mostra una situazione molto complessa, è necessaria una elaborata modellazione statistica e una valutazione dei dati estremamente rigorosa», al fine di sviluppare politiche agricole ragionevoli per evitare una possibile dipendenza di alcuni paesi verso altri per soddisfare i bisogni alimentari – «uno scenario verosimile che dobbiamo cercare di evitare».

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