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AMAZZONIA, LA FORESTA ROSSA

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Il 5 settembre è stata la Giornata globale di azione per l’Amazzonia. Ma in che condizioni si trova la foresta, polmone verde del nostro mondo?

LA SITUAZIONE

Secondo quanto dichiarato da Greenpeace, il numero di incendi in amazzonia è aumentato del 196%. Solo nel mese di Agosto. Essi stanno letteralmente devastando la foresta pluviale, specialmente durante il periodo dell’amministrazione Bolsonaro. Nonostante la deforestazione dell’Amazzonia proceda dal 1972, le politiche del presidente Brasiliano stanno uccidendo l’immenso territorio verde sudamericano. L’80% dei fuochi, secondo un istituto di ricerca forestale dell’università di Yale, vengono appiccati da agricoltori e allevatori per ricavare nuovi campi o pascoli, fulcro della politica di Bolsonaro. Oltre a ciò, il Brasile è il secondo produttore mondiale di carne bovina e, in un rapporto della Yale School of Forestry and Environmental Studies, viene specificato che «L’allevamento in Brasile, date le grandi superfici, è a bassissima densità: ci sono aree con un bovino solo per ettaro. Di rado le aree erbose vengono concimate, e per rigenerarle è necessario appiccare il fuoco».

LE CONSEGUENZE

L’imminente collasso della foresta pluviale avrà gravi ricadute su buona parte del pianeta. Distinguiamo però conseguenze a breve termine e a lungo termine. Le prime riguardano le possibili minacce per la popolazione e la fauna selvatica, mentre le seconde riguardano il clima, finendo per aggravare la situazione del riscaldamento globale. La foresta influenza il ciclo dell’acqua, andando a produrre almeno metà della pioggia che va a finire sulle Ande. Esperti in materia affermano perciò che l’equilibrio, di questo passo, collasserà, portando ad una transizione inarrestabile verso un sistema secco, molto simile a quello della savana e andando ad aggravare sensibilmente il riscaldamento globale. La foresta accumula una quantità immensa di carbonio che, senza di essa, sarebbe rilasciata nell’aria e sappiamo che la CO2 aumenta l’effetto serra del pianeta. L’umidità dell’Amazzonia alimenta le piogge invernali che cadono su Uruguay, Argentina settentrionale e Paraguay. In assenza di esse, si potranno verificare episodi di siccità che porteranno ad una carenza d’acqua, come verificatosi a San Paolo di recente. Altri studi affermano che la deforestazione si riverserebbe sulla California, dimezzando la copertura nevosa della Sierra Nevada, riserva d’acqua cruciale per essa. Il mondo ha bisogno del suo più grande polmone per respirare e noi, attraverso politiche internazionali contro la deforestazione, dobbiamo preservare la natura e ciò che essa ci offre.

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